domenica 31 marzo 2013

Buona Pasqua!

Cari fratelli e cari sorelli...ah no, abbiamo un nuovo Papa e sembra pure simpatico. Beh vi faccio tanti auguri di buona Pasqua e per chi ha tempo e voglia, rimanendo in tema pasquale, consiglio la visione di un film del 1988: L' ultima tentazione di Cristo. Martin Scorsese. Sempre attuale.

Ci rivediamo martedi, causa lavoro e impegni inderogabili con famiglie varie!

venerdì 29 marzo 2013

Margin Call


Regia: J.C Chanders



Cast:
Kevin Spacey, Paul Bettany, Jeremy Irons, Zachary Quinto, Stanley Tucci


Genere: Thriller

Produzione: (USA, 2011)

Trama: La crisi economica vista dagli occhi di un istituto di credito. In una notte si dovranno prendere decisioni che influenzeranno moltissime persone per anni.





C'è crisi. Lo sentiamo ogni giorno, in ogni declinazione possibile. Un tempo si diceva: "piove, governo
ladro"; ora si dice "non piove perchè c'è crisi". Ma da dove viene 'sta crisi? Chi l' ha generata? E, soprattutto, esattamente cos'è questa crisi economica? Sembrano domande scontate ma in realtà se ci pensate bene, non è che sappiamo esattamente come è nata tutta questa faccenda del 2008. Tutti termini tecno-economici, roba difficile da intendere. Ad esempio, sapete cosa significa "Margin Call?" Nemmeno io.
La definizione che mi offre sua divinità Wikipedia è la seguente:
In economia, la richiesta di integrazione (in inglese margin call) è lo strumento principale per diminuire o annullare il rischio di credito nel mercato dei Futures, ossia il rischio che un investitore con una posizione lunga o corta risulti insolvente a fronte di una variazione per lui negativa del valore della posizione assunta (lunga o corta).
Ecco, ora è tutto più chiaro........va beh, dai, lasciamo perdere.

Margin Call, il film intendo, riesce perfettamente a mostrare agli spettatori e ai comuni mortali la genesi
della crisi che ha portato la recessione economica come se fosse la cosa più semplice del mondo (citando il film, "spiega come se lo spiegassi ad un bambino o ad un golden retriver"). La sua forza è proprio questa: riuscire a rendere comprensibile e, cinematograficamente parlando, appassionante un tema che non può essere ne l' uno, ne l' altro.


La prima sequenza è un incubo: i cosiddetti tagliatori di teste arrivano, ti prendono, ti mettono in mano una proposta e ti fanno accompagnare alla porta. Tutto in 5 minuti scarsi. Poco prima un uomo stava seduto al suo computer, un attimo dopo gli han bloccato anche il cellulare. Inquietante. Se l' incipit è duro, il proseguimento non è da meno: utilizzando come spazio i vari piani di un grattacielo, la storia si dipana come un thriller facendo avanzare di pari passo la tensione con il salire i piani del palazzo.
Si comincia con un semplice analista alla sua postazione e si arriva al capo supremo dell' istituto di credito che arriva con il suo elicottero, passando per ogni figura gerarchica tra i due. Io penso sia una trovata semplice ma di grande impatto che permette allo spettatore di non arretrare neanche un cm.

Con l' arrivo dello squalo Jeremy Irons (il suddetto capo supremo) nel film prende il sopravvento la
questione etica e morale e le conseguenze che ogni scelta comporta verso se stessi e verso chi ci circonda/investe. Pienamente esplicativi sono due discorsi pronunciati uno da Paul Bettany su come in un mondo equo tutta la gente "normale" non potrebbe fare la vita che fa e l' altro, ovviamente, detto da Irons a chiusura del film che non vi anticipo ma vi assicuro che rende perfettamente l' idea di come il capitalismo funzioni. Altro che Gordon Gekko.

A mio parere il film funziona bene grazie alla regia semplice ma incisiva di J.C. Chandor (esordiente molto interessante) ma soprattutto ad un cast in stato di grazia dove spiccano Kevin Spacey, capo dei trader che si commuove per la morte del suo cane ma non si preoccupa di informare il figlio del casino che sta per succedere, e Jeremy Irons a cui darei un semplice aggettivo: diabolico.
C' è crisi, e ora ne so un pochino di più.
VOTO:

giovedì 28 marzo 2013

I Croods


Regia: Chris Sanders, Kirk de Micco



Cast: 
Nicholas Cage, Emma Stone, Ryan Reynolds, Cathrine Keener


Genere: Animazione

Produzione: (USA, 2013)

Trama: La giovane e avventurosa Eep è la figlia maggiore dei Croods, cavernicoli il cui capo famiglia ritiene che l' unico modo per sopravvivere alle bestie feroci sia quello di rimanere chiusi in una caverna. Tutto cambierà quando arriverà il giovane Guy e i Croods si avventureranno in un viaggio che potrebbe cambiare per sempre le loro vite.







Io faccio parte dello schieramento che ha trovato il precedente lavoro di Chris Sanders, Dragon Trainer,
un capolavoro pazzesco. Quindi le aspettative per questo film erano decisamente sopra la media e devo dire che non ne sono rimasto affatto deluso. Certo, non si toccano le vette vichinghe precedenti ma risulta una bella storia. Le tematiche sono quelle classiche: emancipazione, figli ribelli in conflitto con i genitori, paura dell' ignoto e ogni spettatore può ritrovarsi in uno dei personaggi della strampalata famiglia Croods.

La prima parte punta l' attenzione verso il legame molto stretto tra i membri della famiglia e il loro
vivere chiuso e senza orizzonte, il tutto condito in salsa commedia slapstick (la scena della caccia ne è un esempio) e anche il colore scelto è unico: vita monotona e monocromatica. I personaggi sono caratterizzati in maniera decisa e forte e per inquadrarli bastano poche battute e gesti.
Con l' arrivo di Guy la storia prende una svolta e diventa più intima e personale. Il viaggio verso il "domani" sarà occasione di scoperte incredibili (ed infatti i colori qui si sprecano) ma soprattutto un' analisi introspettiva sul valore della famiglia e della sua salvaguardia durante la quale ogni cavernicolo si trasformerà ed "evolverà".

Il risultato risulta godibilissimo, sempre ben alimentato da sequenze movimentate e divertenti. Vero asso della manica del film risulta "Laccio", l' animaletto tutto fare di Guy: spassoso, sempre attento ad ogni esigenza del suo compagno e autore di una colonna sonora che è da morir dal ridere!! Per chi cerca un buon film d' animazione da vedere con grandi e piccini per riscoprire il valore della famiglia è sicuramente indicatissimo.
VOTO:

mercoledì 27 marzo 2013

The Amazing Spiderman


Regia: Marc Webb



Cast:
Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Martin Sheen


Genere: Azione

Produzione: (USA, 2012)

Trama: Peter Parker viene morso da un ragno transgenico e acquisisce dei superpoteri. Troverà il modo di usarli per il bene di chi lo ama?









In principio furono Sam Raimi e Tobey Maguire a mostrare al mondo l' Uomo Ragno: tre film e incassi stellari. E la qualità?Parafrasando Sergio Leone, un buono (il primo), un capolavoro (il secondo), un
disastro (il terzo). E cosi, Raimi abbandona la nave e tutto si ferma. Nel mentre, scoppia la cinecomic mania e la Sony (curiosamente i diritti dell' Uomo Ragno non appartengono alla Marvel Studios) non vuole perdersi una fetta della torta e hanno pensato: "facciamo un reboot!!" Scrosci di applausi e nuovo regista, nuovo cast, perfino nuovo titolo (un "amazing" in più che dà un tocco di moderno).
Che dire? Innanzitutto non vedevo tutta questa necessità di un reboot. La trilogia di Raimi è fresca e nel bene e nel male ha soddisfatto un pò tutti quanti. Per fare un paragone, Nolan ha fatto legittimamente un reboot di Batman dopo una deriva kitsch e ridicola di Joel Schumacher (dai, onestamente, i capezzoli del costume di George Clooney non si possono vedere). Qui invece mi sembra un pò una forzatura dettata semplicemente dalla logica dell' incasso.

La produzione e il regista decidono di reinventare completamente il personaggio di Peter Parker: non è più uno sfigato borderline, ma un ragazzo ribelle dotato di un' intelligenza superiore alla media. Non
viene morso per caso, ma un pochino se la va a cercare. Persino l' accettazione dei suoi nuovi poteri avviene in maniera molto disincantata. Non abbiamo Mary Jane, ma Gwen Stacy. Il tutto in una cornice liceale degno delle migliori pellicole "high school". Non mi sembra un film sui supereroi ma confido nel cattivone di turno, spesso vera chiave di volta dell' Uomo ragno. Il prescelto è Lizard, uno dei miei preferiti. E' un personaggio molto complesso, dilaniato dalla dualità uomo-bestia e dalla volontà di fare del bene contro la potenza distruttiva della forma animale. Beh, anche qui viene tutto semplificato al minimo termine lasciando soltanto qualche traccia allo spettatore. E non parliamo degli effetti digitali che fanno sembrare la pelle del lucertolone molto più simile a una trota che a un rettile.
Il ritmo invece non è affatto male, le sequenze di azione sono alternate a momenti di dialogo e, nonostante sia tutto molto prevedibile, ci si affeziona ai personaggi ed in particolare al caro Zio Ben, interpretato da un ottimo Martin Sheen.

In conclusione, posso affermare che le intenzioni della produzione di ricominciare daccapo un franchise siano pienamente riuscite però con un deciso "downgrade" a livello di contenuti e di sub-plot, come se si volesse puntare a una fascia di pubblico più giovane o, forse, a un pubblico che corre veloce come un tweet e non vuole più di tanto fermarsi a riflettere sulle scelte dei personaggi. Ovviamente valangata di soldi incassati e sequel in produzione. Staremo a vedere.
VOTO:

martedì 26 marzo 2013

La cuoca del presidente


Regia: Christian Vincent

Cast:
Cathrine Frot, Jean d'Ormesson, Hippolyte Girardot


Genere: Commedia

Produzione: (Francia, 2012)

Trama: La cuoca di campagna Hortense Laborie viene scelta dal presidente francese Mitterand alla ricerca di cibi semplici, per la sua dieta personale. Dovrà scontrarsi con invidie e regole che l' Eliseo impone e allo stesso tempo soddisfare il palato dell' uomo più potente di Francia


Ultimamente la Francia grazie a parecchie pellicole azzeccate ha riacquistato una visibilità 
internazionale che si era un poco oscurata negli ultimi anni. Quindi i nostri distributori ovviamente si sono buttati a pesce sul nuovo filone d' oro e se un film batte bandiera francese automaticamente passerà nelle nostre sale. Peccato che non tutte valgano davvero la pena e La cuoca del presidente fa parte di questa categoria.

Personalmente amo il cibo e quindi una pellicola che ne parla diventa quantomeno appetitosa e il tema
sembrava interessante: liberamente ispirato da una storia vera, il rapporto tra la cuoca e il presidente francese mi aveva fatto immaginare una miriade di possibilità. Invece il film procede piattamente per tutta la sua durata diventando semplicemente una carrellata di piatti manco fosse la prova del cuoco. Un vero dispiacere. Non per i piatti che mi han fatto venire voglia di timballi e torte saint honoré ma per l' occasione sprecata di veicolare il cibo ad un canovaccio di storia. Approvo la scelta di mantenere Mitterand sullo sfondo, con pochi dialoghi suggestivi e ben calibrati ma contemporaneamente non si può neppure sacrificare ogni altro personaggio limitandoli a comparsate qua e là. In definitiva si passa un' ora e mezza senza troppi sussulti e si finisce con lo stomaco in subbuglio non per le emozioni ma per i piatti che passano senza poterli assaggiare. Ecco, se nei cinema proponessero i piatti del film durante la visione probabilmente sarebbe un successone. Ma cinematograficamente parlando, un buon piatto non fa un buon film

VOTO:

Liebster Award

Stamattina ho ricevuto la notizia di essere stato nominato da Movies Maniac per il Liebster Award. Quindi in primis un grazie per questo premio. Ora veniamo alla parte pratica, le regole sono:

1) ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post.
2) rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato.
3) scrivere undici cose su di te.
4) premiare undici blog che hanno meno di 200 followers.
5) formulare altre undici domande a cui dovranno rispondere gli altri blogger.
6) informare i blog del premio.

Senza ulteriore indugio rispondiamo alle domande.

1) Se facessero un film su di te, a chi darebbero la tua parte?
Vorrei che fosse il Jim Carrey di Se mi lasci ti cancello
2) C'è sicuramente un film che ti piace, ma di cui ti vergogni. Qual è?
Ricky Bobby - La storia di un uomo che sapeva contare fino a uno. (Già il titolo dovrebbe dire tutto?
3) Tim Burton e Johnny Depp hanno una lite furibonda e dichiarano che non lavoreranno mai più insieme. Come la prendi?
Se ci riferiamo a Sweeney Todd e Dark Shadows, poco male. Se ci riferiamo a Ed Wood e Edward mani di forbice, sarebbe un gran peccato.
4) Un film che vorresti recensire
Un film di fantascienza di Tarantino
5) Il film che hai visto il maggior numero di volte
Guerre Stellari del 1977. Ho perso il conto, comunque più di 25 volte
6) Il film che ti ha fatto più ridere in assoluto?
La strana coppia con Walter Matthau e Jack Lemmon
7) Il primo film che ti ricordi di aver visto da piccolo/a?
Alien a 6 anni
8) Un viaggio che vorresti fare (prima o poi)
Attraversare il Giappone: Tokyo, Kyoto, Hiroshima, Yokohama
9) Descriviti in una parola.
Meditabondo
10) Prima di addormentarti, a cosa pensi?
A come migliorare la mia vita
11) Sei stanco/a di rispondere alle mie stupide domande?
Non sono stupide. Hanno richiesto una buona dose di concentrazione.


Ora le undici cose su di me:

1) E.T. mi fa una paura fottuta e non sono mai riuscito a vederlo tutto.
2) Amo la cucina e il buon mangiare.
3) Mi piacerebbe scrivere una sceneggiatura tratta da "Il conte di Montecristo" e farne un serial da 13 episodi. Mi sto attrezzando.
4) Il mio libro preferito è Moby Dick. Ovviamente vorrei un adattamento cinematografico contemporaneo dopo quello del 1956.
5) Amo il mare grigio e in tempesta.
6) Sono rimasto folgorato dalle Cliff of Moher in Irlanda.
7) Erano anni che volevo aprire un blog. Finalmente mi sono deciso. E mi piace un sacco.
8) Vorrei che esistesse il teletrasporto di Star Trek.
9) Nel mondo dei supereroi il più figo è Batman. Punto.
10) A mio modo di vedere il cinema italiano è fermo a Fellini.
11) Penso che i gatti siano la nobiltà fatta animale.

And the winners are....................
Combinazione Casuale
Life functions Terminated
Viaggiando (meno)
Il cinema spiccio
Montecristo
Le maratone di un bradipo cinefilo
50/50 thriller
Il bollalmanacco di cinema
La fabbrica dei sogni
Triccotraccofobia
Midian

E, infine, le mie undici domande.

1) Sei su un' isola deserta. Che personaggio di un film vorresti avere al tuo fianco?
2) Quale supereroe vorresti che ti salvasse se fossi in pericolo?
3) Hai la possibilità di riscrivere il finale di Lost. Ne approfitti?
4) Se potessi mangiare un solo cibo per tutta la vita, quale sceglieresti?
5) La tua citazione preferita?
6) E' nato prima l' uovo o la gallina?
7) Emma Stone o Emma Watson? BeldilEMMA.
8) In che epoca vorresti vivere?
9) Esiste una scena di un film che ti fa sbellicare dalle risate in qualunque situazione ogni volta che ci ripensi?
10) Ti piacerebbe se la tua vita fosse accompagnata da un jingle come nei musical e quale vorresti fosse?
11) Ultima domanda: tema libero, come a scuola.

sabato 23 marzo 2013

Contraband


Regia: Baltasar Kormàkur

Cast:
Mark Wahlberg, Kate Beckinsale, Ben Foster, Giovanni Ribisi


Genere: Azione
Produzione: (USA, 2012)

Trama: New Orleans. Chris Farraday, leggendario contrabbandiere, è costretto a riprendere il vecchio mestiere per saldare un debito contratto dal cognato. Sarà una lunga rincorsa verso chi minaccia la sua famiglia.










Mark Wahlberg è un tamarro. Quel tipo di tamarro da cui non ti aspetti altro che l' applicazione sistematica della sua tamarreide in ogni suo film. E, ad essere onesti, la cosa non è affatto male. Quando sono in cerca di una serata all' insegna dello svacco e la voglia di stimolare il cervello rasenta lo zero, il mitico Mark è una garanzia. Riesce anche a divertirmi alcune volte. Ovvio, non si deve fare un paragone con le divinità degli '80 (Schwarzy, Sly, Willis....): sarebbe impietoso nei confronti di Wahlberg. Invece limitandoci a questi anni lui e Vin Diesel ti ricordano che il tamarro al cinema ha il suo perchè in determinati frangenti. Cosi, ben conscio di ciò che mi si prospettava, ho appoggiato il cervello sul comodino e ho iniziato a vedere Contraband.

Il bello di questo tipo di film è che la trama la racchiudi nel titolo. Nel senso, solo con il titolo capisci già tutto il film. E il mio cervello ringrazia per lo sforzo evitato. In questa occasione vediamo Wahlberg costretto a ritornare a fare il contrabbandiere per sistemare un casino combinato dal fratello della moglie.  Ovviamente questo è un semplice pretesto per permettere a Mark di menare un pò di cazzotti e sconfiggere nel mentre praticamente tutti i loschi personaggi che incontra. Quindi la pellicola scivola via su dei binari lineari e dritti come le chiuse dello stretto di Panama dove la nave del protagonista recupera la merce da portare negli USA. A proposito di Panama, sembra che siano tutti corrotti o inclini a farsi corrompere e hanno un corpo di polizia che non si preoccupa di sparare qualcosa come un miliardo di proiettili addosso ai cattivoni. Tutto nella norma, il cervello continua il suo riposo.

I personaggi di contorno non sono altro che semplici sassi messi li per riempire la scena, in particolar modo la Beckinsale. Bella, innamorata, lì in attesa che Mark arrivi e a suon di pugni la salvi. Diciamo inoltre che la sua espressività è un insulto ai sassi di cui sopra. Menzione d' onore a Giovanni Ribisi; lui tutto quello che fa riesce a dargli un tocco personale e mi piace un sacco.
Insomma un film nel suo genere perfettamente riuscito. Durante i titoli di coda provvedo a riprendere il mio cervello che si è fatto un paio di ore di dormita e lo trovo particolarmente riposato e mi accingo a spegnere il televisore. Chiudo con un sussulto: l' ambientazione di New Orleans risulta decisamente azzeccata e affascinante e, soprattutto, la canzone che chiude il film è da brividi. Un omaggio a un genio e unico momento in cui il mio cervello ha dato segni di vita.




Ah, dimenticavo...il mio cervellino alla fine ha sentenziato.
VOTO:

venerdì 22 marzo 2013

Il Lato Positivo


Regia: David O. Russel

Cast:
Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Robert DeNiro, Jacki Weaver, Chris Tucker


Genere: Commedia
Produzione: (USA, 2012)

Trama: Pat è affetto da disturbo bipolare e finisce in clinica dopo aver scoperto la moglie fedifraga. Dopo essere uscito cerca di recuperare l' equilbrio perduto nella casa dei suoi genitori. Ma forse l' aiuto più importante può arrivare da una persona inaspettata.







Piccolo sfogo: io mi domando spesso quale sia la ratio che muove la traduzione dei titoli delle pellicole. Un esempio su tutti, dato che è un film che amo (lo potete vedere nella mia Over the Top): Eternal Sunshine of the Spotless Mind tradotto con un Se mi lasci ti cancello, degradando cosi una strofa di una poesia di Yates ad un immaginario di commediole stile American Pie. Il lato positivo in originale sarebbe "Silver Linings Playbook" e guardando un pò nei siti in fase di lavorazione era chiamato L' orlo argenteo delle nuvole", decisamente suggestivo pensando che si tratta un film sulle malattie mentali. Ma niente da fare, si cerca di semplificare al minimo termine. Per carità, niente di cosi grave come nel caso della magnifica pellicola di Gondry, tuttavia sarebbe più accattivante se qualche volta si osasse di più. Fine dello sfogo.

Arrivato colpevolmente dopo gli Oscar dove è stato protagonista con otto nominations e la statuetta a Jennifer Lawrence come Attrice Protagonista finalmente possiamo goderci l' ultimo lavoro di David O. Russel. Chi è costui? E' quello che ha girato Three Kings e soprattutto The Fighter, dove Christian "Batman" Bale ha vinto l' Oscar e anche Mark Wahlberg è bravo e credibile. Insomma, uno che con gli attori ci sa fare. E il risultato si vede: cimentarsi con un tema come le malattie mentali risulta sempre ostico, a meno che tu non sia Jack Nicholson con le sue sopracciglia, e qui tutti gli attori sono perfettamente in parte. Io vorrei soffermarmi particolarmente sulla prova di Bradley Cooper, finito un poco nel dimenticatoio grazie ad un' interpretazione "monstre" della Lawrence la quale riesce ad attirare  a sè, manco fosse un pianeta con una sua forza di gravità, ogni elemento del film. Ma in questo Cooper non è assolutamente inferiore, anzi, io l' ho ritenuto spettacolare. E' riuscito a creare un percorso emozionale tale da permettere ad ogni spettatore di crescere e di ritrovare il filo della sua vita insieme a lui, come se gli fossimo accanto. Merce al giorno d' oggi decisamente rara.

Se da un lato (positivo) abbiamo due attori che fanno a gara a chi è il più bravo, dall' altro (anche questo positivo) abbiamo una storia decisamente ben ritmata e mai banale. Le scelte di montaggio permettono di mostrare come un disturbo bipolare sia davvero faticoso e difficile da gestire creando un senso di oppressione e sfinimento all' inizio del film (coincidente con l' uscita di Pat dall' istituto psichiatrico) per poi degradare lentamente man mano che il protagonista "elabora una strategia". E' una commedia che si immerge completamente nel dramma e che poi ritorna commedia, insomma un buon surrogato di realtà che alla fine lascia dentro di noi un bel senso di serenità.

VOTO:

mercoledì 20 marzo 2013

Star Trek: il Futuro ha Inizio



Regia: J.J. Abrams

Cast: 
Chris Pine, Zachary Quinto, Eric Bana, Simon Pegg, Winona Ryder


Genere: Fantascienza
Produzione: (USA, 2009)

Trama: L' equipaggio dell' Enterprise guidata dai giovani cadetti Kirk e Spock si trova a dover fronteggiare un nemico sconosciuto e potentissimo in grado di distruggere la Federazione e il bersaglio è proprio la Terra.




J.J. Abrams è un ragazzo di talento che ha sempre avuto la capacità di mollare la zampata vincente nel momento giusto. Tanto per citare i primi che mi vengono in mente Alias, ovviamente Lost, Cloverfield.
Il brand Star Trek negli Stati Uniti è probabilmente quanto di più simile ci possa essere ad una religione; ha i suoi adepti, le serie tv, i film, i costumi, le convention, il capitano Kirk e Spock non pagano più  da bere oramai da 50 anni circa.Quindi capite bene che avvicinarsi ad un tale colosso sia tutt' altro che facile e consigliabile: fai una cagata e milioni di persone vorranno la tua testa. Eppure il nostro J.J. non si è tirato indietro e non solo ha accettato ma ha avuto l' ardire di proporre di rispolverare l' equipaggio della serie classica. Roba sacra. Roba rischiosissima.

Eccoci dunque catapultati nella neonata Enterprise con i giovani Kirk e Spock all' inizio delle loro avventure, con ovviamente tutto l' equipaggio al seguito: il medico McCoy, l' ufficiale alle comunicazioni Uhura, l' ingegnere Scott, Cechov e Sulu. Perfetto. Uno si aspetta che si narri di come Kirk e Spock siano diventati Kirk e Spock e invece ecco che Abrams tira fuori il coniglio dal cilindro, o meglio, fa esplodere una bomba atomica: niente prequel, ma un reboot. Addio riferimenti e cronologia canonica, addio tutto quanto. Si ricomincia daccapo. Un nuovo inizio.

J.J. Abrams ha un' ossessione per il tempo e le sue implicazioni, chiunque ha visto le sue opere lo nota. Ovviamente sfrutta questo espediente per ricostruire da zero un' intera mitologia e potendo cosi creare nuovi filoni narrativi che seguendo i binari già tracciati sarebbero stati preclusi.
Il risultato finale non può che dirsi ottimamente riuscito. E' una pellicola che schiaccia l' accelleratore sull' azione e lascia la filosofia al minimo indispensabile, come dovrebbe essere quando si è giovani e irrequieti. Chris Pine e Zachary Quinto risultano ottimi nel rappresentare la dicotomia Kirk/Spock, passione/ragione, ma anche qui nulla è come sembra e ogni scena rappresenta un nuovo punto di vista, una nuova possibilità di esplorare i personaggi. Per chi è un "trekker" sarà divertente vedere la saga completamente reinventata e scovare i vari omaggi che Abrams lascia lungo le due ore del film, per chi invece è a digiuno questa pellicola può rappresentare un buon apripista ad una delle saghe fantascientifiche più importanti del cinema e della televisione.

VOTO:

mercoledì 13 marzo 2013

Habemus Papam

In questi giorni di conclave ci si può tenere informati seguendo ogni diretta tv possibile e immaginabile, ma per chi invece ha voglia di affacciarsi su questo evento in maniera un pò diversa vi consiglio di vedere l' ultimo film di Nanni Moretti: Habemus Papam.


Regia: Nanni Moretti

Cast:
Michael Piccoli, Nanni Moretti, Jerzy Sthur, Michele Scarpa


Genere: Commedia
Produzione: (Italia, Francia, 2011)

Trama: Durante il conclave per l' elezione del nuovo Papa, i cardinali scelgono contro ogni pronostico il cardinale Melville che accetta titubante l' investitura. Tuttavia al momento di affacciarsi al balcone di San Pietro si ritrae. Nella preoccupazione che ne deriva i cardinali decidono di contattare lo psicanalista più bravo di Roma per cercare di sciogliere le incertezze del Papa.





Rivisto in questi giorni possiamo dire come Moretti si sia dimostrato molto abile a leggere i segni e a darne una visione che appena un anno fa appariva dissacrante.
Questo è un film dove si sorride facilmente ma che porta ogni spettatore, credente o laico che sia, a porsi delle domande. Non si tratta di una semplice contrapposizione tra ragione e fede come potrebbe apparire, il tema principale è quello della solitudine: solitudine di una persona chiamata a coprire un ruolo oltre le sue capacità, solitudine dei cardinali rinchiusi nelle mura vaticane, solitudine anche dello psicanalista di fronte ad un mondo a cui fatica a trovare un senso.

Il Papa interpretato da uno spettacolare Michael Piccoli non è titubante perchè ha perso la fede, è invece profondamente umano nel conoscere i propri limiti e capacità. Si rende conto di non essere in grado di servire il Signore come vorrebbe in quelle vesti e questo sua grande conoscenza dell' animo rispecchia in realtà come dovrebbe essere ogni uomo, non solo di Chiesa: occhi pieni di compassione, sorriso che concilia ogni affanno e uno spirito coerente e fedele alle proprie capacità. In un' epoca in cui tutto è apparenza, velocità e immediatezza trovare una persona che si siede a riflettere sul proprio Io è raro, se non di più. E' questa la forza intrinseca nella pellicola.

VOTO:


lunedì 11 marzo 2013

Upside Down


Regia: Juan Diego Solanas

Cast:
Jim Sturgess, Kirsten Dunst, Timothy Spall, Blu Mankuma, Nicholas Rose


Genere: Drammatico
Produzione: (Canada, 2013)

Trama: In un universo esistono due mondi uno speculare all' altro: il mondo di sotto, a cui lui appartiene, povero e ricco di giacimenti petroliferi e il mondo di sopra, tecnologicamente avanzato e sfruttatore degli abitanti del mondo di sotto. Ogni contatto tra le persone dei due mondi è vietato dalle leggi fisiche che governano i due mondi e dalle leggi imposte dagli abitanti "di sopra". Adam, abitante del mondo di sotto, si reca in un luogo proibito e lì incontra Eden, una ragazza del mondo di sopra. Il passaggio dall' amicizia all' amore è breve e sfiderà ogni regola.


L' archetipo di Giulietta e Romeo è uno dei più utilizzati nella cinematografia, talmente usato da diventare oramai scontato. Quindi ecco un' idea originale per ridare lustro alla più classica storia d' amore: qui non ci sono le famiglie a tenere separati i due amanti ma addirittura i rispettivi mondi.
Inserire il melò all' interno di una cornice fantascientifica risulta efficace e ben strutturato: i due mondi sono due facce della stessa medaglia, ognuno con le sue connotazioni e legati in maniera indissolubile. Gli effetti speciali e la fotografia riescono a creare curiosità intorno alle dinamiche e alle interazioni tra i due mondi stimolando lo spettatore a mantenere alta l' attenzione.

Il film invece si rivela debole proprio sullo sviluppo della storia d' amore tra i due protagonisti: troppo lineare nel suo svolgimento. Le guerre tra i due mondi rimangono sugli sfondi dei notiziari e non vengono mai portati in primo piano rimanendo cosi semplice contorno, esattamente come gli attori che affiancano i due innamorati. Avere un contesto cosi azzeccato e visivamente ben riuscito avrebbe dovuto spingere il regista ad osare un pò di più nelle sue scelte trasformando una semplice rivisitazione in qualcosa di più. Occasione mancata. 

VOTO:

giovedì 7 marzo 2013

I film della settimana

La settimana cinematografica che si apre oggi mette molta carne al fuoco, soprattutto femminile.  Finalmente arriva anche in Italia  Il lato positivo, candidato ad 8 oscar e con Jennifer Lawrence fresca vincitrice della statuetta come miglior protagonista. Oltre alla Lawrence avremo anche Rachel Weisz, Michelle Williams e Mila Kunis nel nuovo film di Sam Raimi assieme a James Franco che, con Spring Breakers e le sue quattro lolite, diventa per una settimana un beato tra le donne. Abbiamo anche una quota rosa italiana con Cristina Capotondi, Claudia Gerini e Angela Finocchiaro.

Il Grande e Potente Oz di Sam Raimi

Vi ricordate il Mondo di Oz, uno dei capolavori della cinema? Ecco, questo è il suo prequel in ossequio alla moda che va per la maggiore ultimamente a Hollywood. Cast con nomi altisonanti e un regista come Sam Raimi (autore cult di horror e della trilogia di Spiderman) sembrano una buona premessa assieme a effetti speciali interessanti, anche se entrare nell' universo di uno dei capolavori totali e assoluti del cinema è a dir poco rischioso. Guardando il trailer mi ricorda vagamente Alice in Wonderland di Tim Burton, film che mi ha deluso. Speriamo di venir smentito.

Livello di attesa: Alto


Il Lato Positivo di David O. Russell


Habemus Film! Con incredibile ritardo esce anche da noi questa commedia che si prospetta divertente e scoppiettante, anche se parlare di semplice commedia è riduttivo. Per un tema delicato come quello delle malattie mentali risulta determinante creare la giusta alchimia tra i protagonisti e attualmente non esiste regista più indicato di David O. Russell: il lavoro sugli attori è il suo marchio di fabbrica fin dai tempi di Three Kings. E poi abbiamo Jennifer Lawrence, ormai lanciata nell' olimpo delle star a soli 22 anni. Da non perdere!!

Livello di attesa: Alto

Spring Breakers di Harmony Korine


Ricetta: prendi quattro ragazze avvenenti, vestile con bikini succinti e organizza la campagna promozionale cercando di metterle più in vista possibile e avrai un hype di attesa altissimo. Tuttavia oltre alla forma ci deve essere anche il contenuto e questo è un grosso punto interrogativo. Più che le baby lolita in posa da barbie sono curioso dal ruolo di James Franco nel gangster con i denti d' oro.

Livello di attesa: Medio



La Cuoca del Presidente di Christian Vincent


Io per la cucina ho un debole. Automaticamente ogni film che parla di cibo mi attrae come l' ape al miele e questo non fa eccezione. Una cuoca ribelle con la sua cucina semplice a cospetto dell' ambiente istituzionale dell' Eliseo, un mix interessante. Campione di incassi in Francia dove hanno imparato a fare bene le cose in cui noi italiani eravamo bravi: le commedie.

Livello di attesa: Medio


Ci vuole un gran fisico di Sophie Chiarello


Ecco, parlavo giusto di cose in cui eravamo bravi. Eravamo. Adesso gli interpreti delle commedie sono comici prestati al cinema (abbiamo comici anche in politica, ma questo è un altro discorso) e non fanno bene alla nostra distribuzione. Qui abbiamo Angela Finocchiaro, il mago Oronzo, il Giovanni che sta tra Aldo e Giacomo e anche una comparsata di Elio, probabilmente sperduto dopo il successo a Sanremo. Lo eviterò accuratamente.

Livello di attesa: no, non ci sta proprio l' attesa

Amiche da morire di Giorgia Farina


E' l' 8 marzo e quindi la distribuzione ci propone questo film sulla amicizia femminile ambientato su un' isola non meglio identificata del Sud Italia. Il tema di per sè é qualcosa di relativamente nuovo anche se il trailer mi ricorda Desperate Housewife. Sempre meglio comunque che comici alla deriva.

Livello di attesa: basso

Just Like a Woman di Rachid Bouchared

Due donne, ognuna con i suoi problemi, si incontrano casualmente in un viaggio nel deserto. Sembra una rivisitazione Thelma e Louise? A me si. E non mi pare che si possa aggiungere altro alla tematica. Se non altro, c'è Sienna Miller.
Livello di attesa: basso


lunedì 4 marzo 2013

Hotel Transylvania


Regia: Genndy Tartakovsky

Cast (Voci):
 Adam Sandler, Andy Samberg, Selena Gomez, Kevin James, Fran Drescher


Genere: Animazione
Produzione: (USA, 2012)

Trama: Il conte Dracula riunisce nel suo hotel - fortezza a prova di invasione umana gli amici mostri di sempre per festeggiare tutti insieme il 118esimo compleanno della figlia Mavis. L' arrivo di un giovane umano nel hotel scombussolerà i preparativi e vedrà il conte impegnato a gestire l' ospite indesiderato.






Genndy Tartakovsky è un regista che apprezzo moltissimo. L' ho scoperto guardando Samurai Jack in tv, uno dei migliori cartoon mai realizzati, e poi nei due volumi di Star Wars: The Clone Wars, un altro colpo di fulmine.

Hotel Transylvania  rappresenta il suo debutto al cinema e si può dire che il risultato sia davvero interessante. 
Nonostante il tema del ribaltamento dei ruoli umano/mostro sia già stato (ottimamente) affrontato dalla Pixar, Hotel Transylvania offre un punto di vista nuovo: anzichè concentrarsi sull' introspezione psicologica di ogni personaggio il film è costruito su una serie ben amalgamata di sequenze e gag che permettono al tema principale (il passaggio di consegne da un padre amorevole e iperprotettivo a un giovane ragazzo innamorato) di svilupparsi agevolmente e mostrando un romanticismo di fondo raro in pellicole del genere.

Il conte Dracula e il giovane Johnatan sono un duo comico davvero bilanciato grazie anche al continuo sostegno da parte dei comprimari Lupo Mannaro, Uomo Invisibile, Mummia e Frankenstein che, a loro volta, hanno un contesto familiare inedito e spassoso tanto da far immaginare in un possibile seguito (e i 140 milioni di dollari incassati sono un indizio). In definitiva Hotel Transylvania si presenta come una semplice e piacevole pellicola d' animazione, dove con semplice non si intende banale ma portatrice di sane e gustose risate.

VOTO



domenica 3 marzo 2013

Zero Dark Thirty


Regia: Kathryn Bigelow

Cast:
 Jessica Chastain, Jason Clarke, James Gandolfini, Joel Edgerton, Jennifer Ehle


Genere: Thriller
Produzione: (USA, 2012)

Trama: Il racconto della caccia al nascondiglio di Osama Bin Laden dal 2001 fino alla notte del 2 maggio 2011 (Operazione Geronimo) visto dagli occhi dell' agente della CIA Maya.











La prima sequenza ci mostra le registrazioni telefoniche degli ultimi istanti delle vittime dell' undici settembre su sfondo nero. Oscuro. Senza via di uscita. Kathryn Bigelow mette subito in chiaro quello che è il sentimento degli Stati Uniti di fronte all' uomo che più di tutti li ha colpiti: Osama Bin Laden. 
Un sentimento di rabbia, impotenza, incapacità di reagire correttamente proprio perché il nemico è invisibile, inafferrabile. 
Con un abile stacco di montaggio al termine delle strazianti voci abbiamo un cono di luce che entra da un soffitto: ecco la metafora su cui si regge l' intero film. La ricerca della luce, della sicurezza, della capacità di essere nuovamente padroni della propria vita da parte di un' intera nazione, una ricerca che deve essere inseguita con ogni mezzo e in cui ogni soluzione adottata diventa lecita.
Trovo sterili le critiche ricevute dalla regista riguardo alle scene di tortura mostrate e alla loro, secondo tali critici, mistificazione. Non c'è nulla di idealizzato, solo uno sguardo freddo e asettico nel mostrarci le varie tecniche di interrogatorio utilizzate dagli agenti dell' intelligence americana e la volontà di mostrare una sfaccettatura che la gente vorrebbe non sapere ma che è stata importante nella caccia ad Osama.


Per l' agente Maya la cattura del nemico pubblico numero uno diventa lentamente un ossessione. Una caccia lunga dieci anni composta da frustrazioni, paure, ragionamenti spinti all' auto giustificazione per permettersi di andare avanti e di superare le difficoltà di un mondo strettamente maschile, senza più nessun obiettivo che non sia l' identificazione del nascondiglio del leader. Ripenso al protagonista di The Hurt Locker con il suo bisogno di essere su un campo di battaglia, quasi fosse una dipendenza e l' unico modo per sentirsi reale. Maya è idealmente il suo doppio speculare: non operativa sul campo, ma dietro ad una scrivania. Emblematica la scena del "conteggio giornaliero" sul vetro del suo diretto superiore.


L' assalto finale alla fortezza di Bin Laden tecnicamente è un capolavoro: nell' ora che precede l' alba, la più buia, i Navy Seals vengono chiamati a riportare la luce a Maya e a tutti gli americani. La Bigelow riesce a rendere perfettamente la tensione con l' utilizzo della soggettiva notturna dei vari soldati e tiene lo spettatore incollato alla sedia fino al tanto agognato trofeo. Una luce che viene in primo luogo dalla starlight utilizzata dal soldato per tranquillizzare i bambini, a sottolineare quanto una guerra, un' ossessione abbia sempre delle vittime innocenti. Ed infine la luce vera dell' alba che riaccompagna Maya a casa, sola e immobile a ricordarci come gli Stati Uniti siano ben lontani ad aver recuperato quella sicurezza infranta (per sempre) nel 2001.

Jessica Chanstain si è dimostrata davvero superba: è riuscita a dare volto ad un personaggio che lentamente si chiude in sè stesso permettendo allo spettatore di capire lo stato d' animo di Maya semplicemente guardandola negli occhi. Il mio Oscar personale lo regalo a lei senza discussioni. 
Onore al merito anche a Kathryn Bigelow: confezionare un affresco indelebile del conflitto e dei demoni che la guerra consegna ai suoi interpreti è opera assai difficile. 

VOTO