giovedì 11 aprile 2013

Di nuovo in gioco

Regia: Robert Lorenz

Cast: Clint Eastwood, Amy Adams, Justin Timberlake, Chelcie Ross

Genere: Drammatico 

Produzione: (USA, 2012)

Trama: Gus è un talent scout di successo da decenni, tuttavia l' incedere dell' età gli ha danneggiato la vista facilitando il compito a chi vorrebbe sostituirlo con metodi più scientifici. La figlia cercherà di aiutarlo e, contemporaneamente, a recuperare un rapporto danneggiato da ormai troppi anni.




Due notizione hanno accompagnato l' uscita di questo film. La prima, Clint Eastwood torna a recitare dopo quattro anni dalla sua ultima apparizione inGran Torino; la seconda, ancora più sconvolgente, è
che non è il regista di sè stesso. L' ultima volta è stato nel 1993, vent' anni fa. Questo mi ha portato a pensare che il fortunato regista deve godere di una stima notevole da parte del totem del cinema classico americano e di fatti leggo sui vari siti che si tratta dell' opera prima di Robert Lorenz, produttore o assistente di lungo corso. Poi scopro che parliamo di baseball, filone cinematografico a parte nel cinema americano, e subito mi torna in mente quella perla luccicante che è stato Moneyball. Posso dire che sono rimasto parecchio intrigato.


Tuttavia le aspettative vengono rispettate solo parzialmente. L' idea di mostrare un "eroe analogico" come il vecchio talent scout che usa letteralmente ognuno dei sensi di cui è a disposizione per capire se ha di fronte un campione nell' era del computer e delle statistiche (sembra il lato opposto della medaglia di Moneyball, again) non riesce ad essere completamente convincente. Eastwood si limita a fare il vecchio tignoso e la sua parabola narrativa non si stacca mai dalla previdibilità. Anche Justin Timberlake risulta un personaggio bidimensionale e scontato.
Dove invece il film diventa appassionante è nel rapporto padre figlia. La costruzione dei dialoghi e l' ottima alchimia tra Eastwood (qui si molto bravo) e la Adams lascia l' impressione che i due siano realmente parenti: alcuni sguardi e silenzi tra i due lasciano uno spazio che non appare vuoto ma pieno di significati vissuti in momenti precedenti agli eventi del film. Mi è capitato poche volte di riuscire a sviluppare un' empatia cosi marcata.


In mezzo a questa altalena tra delusione e convinzione si inserisce il baseball, sport misterioso e complicato. Non so perchè, ma nei film sembra uno sport fico e mi entusiasma guardarlo poi appena spengo il televisore mi dimentico persino che esista. Potenza del mezzo cinematografico. In questa pellicola viene mostrato un mondo di nicchia come quella dei talent scout, fatta di campi di provincia e motel dimenticati da Dio. Ovviamente l' ho trovato piacevole, almeno per due ore.
Per finire, menzione a John "stai per entrare in una valle di lacrime" Goodman, più invecchia e più migliora.
VOTO:

2 commenti:

  1. Film carino e piacevole, anche se certamente non all'altezza delle fatiche di Clint regista. :)

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  2. Diciamo che Clint voleva divertirsi un pò. La scena della bottiglia spaccata però fa una certa impressione!

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